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No remorse, I decide

Now the hungry lion roars, And the wolf behowls the moon

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Diario
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8 marzo 2014

Letters to Juliet

Un anno. Ci pensavo pochi giorni fa mentre correvo. Un anno e tutto è diverso.


Quando corro apro una parentesi in cui esisto solo io, i miei pensieri diventano nitidi e possono vedere tutti i circuiti dietro la lampadina.

Un anno fa, ero totalmente immerso nella mia bolla di autosufficienza. Niente entrava, niente usciva. Il resto del mondo era una specie di giocattolo: relazioni umane, rapporti sociali, era tutto parte di un gioco in cui esistevo solo io. Non avevo posto che consideravo casa, non avevo mai disfatto le valigie.

Poi il lavoro, i chilometri a piedi, in aereo e in macchina e quel sorriso che parte da dentro quando vedo i tuoi occhi.
Non pensavo potesse succedere anche a me di stare così. Mi ero abituato alla mia solitudine: ci giocavo, per me era una situazione normale, ma ora qualcosa è cambiato e non esisto solo più io nel mio universo.

A volte è difficile, ma solo perché sono io che gioco per qualche ora. Provo a vedere come sarebbe se tornassi a dov'ero prima, dimostro a me stesso che da solo ce l'ho fatta una volta, e continuerò a farcela.

E te l'ho anche detto, che con te sto bene ma se te ne andassi, il mondo non finirebbe. I chilometri continuerebbero a scorrere, avrei sempre quella voglia incontrollata di flusso.

Quello che cambierebbe è che tutto ha un sapore diverso quando lo posso raccontare a te; che anche nelle peggiori di situazioni penso ai tuoi capelli, ai tuoi occhi, alla tua voce, al modo in cui ti muovi, a come decidi il posto delle cose. E sto un pò meglio.


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permalink | inviato da howling_wolf il 8/3/2014 alle 20:49 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (3) | Versione per la stampa

31 ottobre 2013

Chi è causa del suo mal

Sarò pure io che pretendo troppo, sarà pure che a certe cose non ero più abituato, sarà che dopo diversi mesi passati solo ed esclusivamente a lavorare tendo a infastidirmi di fronte a gente che fa il minimo sindacale per rimanere a galla, ma in questi giorni di ferie mi sto rendendo sempre più di un concetto che è praticamente un dato di fatto. 


E per quanto possa essere assolutamente non politically correct e non in linea con la mentalità del "volemose bene" che in fondo siamo tutti "bravi ragazzi" solo che magari qualcuno "si impegna ma non ci arriva", mi trovo costretto a rilevare (nuovamente) che:


L'Italia è divisa in due.


E ne ho per tutti a dimostrarlo:

- Nota azienda che tratta spedizioni e prodotti finanziari. Facciamo il gioco delle differenze:

A Torino, l'impiegato è perfettamente in grado di illustrarti le peculiarità del prodotto e fartelo sottoscrivere sistemando tutte le carte in un tempo di circa 30 minuti.

Qui dove abbiamo il sole, il mare e la cucina buona, la persona dall'altra parte del bancone ha una vaga idea di quello che io voglia, quindi inizia a chiedere lumi ai colleghi accanto che con aria svogliata danno consigli di chi ha poche idee ma perfettamente confuse. Poi inizia a raccattare moduli e ad ammucchiarli. Sì, la ringrazio per il suo tempo, ma penso che mi rivolgerò altrove.

- Banca

Emissione di assegno circolare da parte di Banca della stessa catena ma diversa filiale: panico totale, richiesta di autorizzazioni e nulla osta da far invidia alla procedura di lancio di una testata nucleare. Ah, ovviamente la filiale che doveva autorizzare era dalla parte in cui c'è sempre il sole.
E mica è colpa loro, è colpa delle procedure farraginose. Sì, è colpa delle procedure se 30 secondi prima danno un numero di fax, il fax viene inviato, arriva la ricevuta, si contatta telefonicamente la filiale e nessuno sa che fine abbia fatto quel foglio!

Parte dell'Italia brutta, grigia e fredda.
Pratica di mutuo iniziata e chiusa con due appuntamenti e qualche telefonata.
Chiami per avere informazioni su un'assicurazione, e quando arrivi all'appuntamento l'impiegato si è già preparato e non deve scoprire davanti a te in che consiste l'assicurazione.
Devi far emettere un assegno circolare da un'altra filiale. Tempo richiesto, 10 minuti.

- Sanità

Sarò breve.

"Non mi compete, si rivolga a talaltro specialista, uscendo paghi pure la mia segretaria".


Abbiamo il sole, il mare, e si mangia bene.

E' tutto il resto che non va


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permalink | inviato da howling_wolf il 31/10/2013 alle 9:7 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (1) | Versione per la stampa

18 luglio 2013

Andiam Andiam..

Andiamo a lavorar!


Si ricomincia: oggi si ri-impacchetta tutto, e di nuovo si torna nella full immersion da lavoro.

Qualcosa è cambiato: la difficoltà. Son bravi tutti ad essere ottimi professionisti quando non hanno pensieri che non siano il lavoro. Adesso invece, almeno per come stanno le cose in questo momento, dovrò iniziare a fare veramente la persona adulta; ovvero una persona che gestisce contemporaneamente un lavoro, delle persone a cui tiene e che tengono a lui, una casa, una vita privata.

Probabilmente, alla lunga, diventerà anche divertente.



Spero.


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permalink | inviato da howling_wolf il 18/7/2013 alle 10:51 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (1) | Versione per la stampa

9 luglio 2013

Il fuoco

Mi sto quasi riadattando alla vita normale, sempre in considerazione del fatto che tra meno di 10 giorni ricomincio un'immersione di qualche mese nel lavoro totale.


In ogni caso, ripreso dallo shock iniziale, mi sono reso conto che qualcosa è cambiato.

Allenamento: prima ero spinto da qualcosa che mi bruciava dentro. Non so cosa fosse, odio verso di me, verso il mondo, ricerca di sensazioni forti (positive o negative, bastava fossero forti). Non è che ci fosse un senso sotto, era solo corsa al massacro (più o meno letteralmente), infatti qualche mese dopo mi ritrovo con all'incirca lo stesso peso e prestazioni non di molto variate. In soldoni, bastava che facesse male.
Ora sto iniziando a dare un senso a quello che faccio, ho un obiettivo (vero) a lungo termine e infortunarmi sarebbe solo un ulteriore ed inutile ostacolo. Addirittura ho scoperto l'utilità del giorno di riposo.

Rapporti umani: ero arrivato al minimo storico. Mi ero chiuso in una bolla di autosufficienza ed egoismo incredibili, non provavo interesse per nulla che non fosse me. Le telefonate, i messaggi, gli appuntamenti, il sesso, erano solo per autocompiacimento. Non ricordo di aver ascoltato una persona per più di 5 minuti.
Addirittura, per il distacco mi ero (anzi, sono, dato che è ancora in vigore) guadagnato il soprannome di "tungsteno", che però ha il suo perché.
Ora invece sto iniziando a capire che non sono il centro dell'universo. Cioè, lo sono per me, ma non per l'universo.
Posso iniziare a pensare di aprire la porta della bolla e dare, oltre a prendere e basta.

Nei giorni scorsi sono uscito con una ragazza. Spuntata non ho capito bene da dove: "non ci vediamo da tanto". Ah sì? Ci eravamo mai visti prima? Mah. In ogni caso non so perché, la guardo e non ho più solo l'istinto di farmela il prima possibile e archiviarla.

Mi piace parlare con lei, mi piace farla parlare e ascoltarla. Dovesse pure restare un'amica, no problem. Certo, per gli altri la versione ufficiale sarà sempre "quella cacacazzi non me l'ha data" ma mi disegnano così.


Comunque, no. Non si può vivere pensando solo a se stessi. Volete sapere qual'è la vera esperienza che apre gli occhi?
Trovarsi in un aereo, di notte, con gli occhi chiusi e le orecchie aperte.

"Non vedo l'ora di rivedere mia figlia"
"Mi viene a prendere mia moglie"
"Amore, siamo appena arrivati"

Sì? Io invece oggi pomeriggio vado a correre. Rendersi conto che l'unica persona che ci aspetta siamo noi stessi non è facile. Forse non siamo stati disegnati per stare da soli.


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permalink | inviato da howling_wolf il 9/7/2013 alle 7:46 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (2) | Versione per la stampa

3 luglio 2013

Relax

Oh, finalmente di nuovo buttato sul letto a godermi un pò di sano e meritato (?) relax.


Direi che ero entrato un pò (troppo) nel vortice del lavoro, dato che oggi mi sono reso protagonista di un episodio a dir poco comico.
Dormivo come un sasso, nonostante la mia ferma decisione di 40 minuti prima di andare dal medico.
Mia madre pensa bene di svegliarmi, tanto per capire che volessi fare.

"Devi andare dal medico?"

"Eh? Chi? Chi deve andare dal medico? Chi è?"

In buona sostanza, pensavo di essermi svegliato al lavoro.



Meglio distrarsi un pò.


Ah ma l'avevo scritto che stavo ricadendo, pateticamente  - e stavolta manco ci metto la parentesi - nel vortice della ex. Conversazioni via cellulare infinite, è durata da compleanno a compleanno, ma abbiamo sempre reso impossibile il vederci.
Per un pò abbiamo ricreato il calore di stare insieme a distanza, senza incontrarci e rovinare tutto, dato che quello era l'unico epilogo possibile.
Tutto è iniziato con gli auguri per il mio compleanno, tutto è finito con gli auguri per il suo, quando si è resa conto che anche lei preferisce il lavoro e le soddisfazioni personale alle struggenti storie alla romeo e giulietta.

E' fantastico constatare che, alla fine, ho sempre ragione.






L'ho già scritto che oggi sono andato a correre?


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permalink | inviato da howling_wolf il 3/7/2013 alle 19:35 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (3) | Versione per la stampa

6 aprile 2013

Again, and again

In fondo anche a chi parte piace rimanere.


Anche a chi non si vuole fermare, a chi ha lo spirito che impone spostamenti, fa piacere quella sensazione di comfort, quella giornata solare, di aria fresca in cui ti sembra che tutto possa essere perfetto. Però tutti gli altri, chi a stare fermo è abituato, sa che è una sensazione passeggera, che alla lunga non diventa altro che l'ennesima giornata troppo calda senza niente di importante da fare.

E, dato che anche io qualche volta ho provato a fermarmi, mi sono reso conto che alla fine quella sensazione che provi nel primo giorno di presunta perfezione rimane lì, nel primo giorno, e già il secondo diventa un pò storto, il terzo ancora di più, e il centesimo fa proprio schifo.

Penso sia per questo, in fondo, che non bisognerebbe mai fermarsi. Perché quello che cerchiamo è un attimo, e tentare di allungarlo significherebbe solo farlo diventare una sua grottesca e abnorme imitazione.


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permalink | inviato da howling_wolf il 6/4/2013 alle 11:54 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (2) | Versione per la stampa

4 aprile 2013

Perché corro

Ogni tanto mi perdo nel guardare le mie foto mentre corro, per due ordini di motivi:


 - innegabile vanità

 - osservazione della tecnica e tentativo di correggere gli errori. Dato che, per inciso, un movimento sbagliato non è una tragedia. Un movimento sbagliato ripetuto per quattro, cinque, sei ore inizia a diventare uno spreco di energie.


E riguardandole mi sono reso conto di uno dei principali motivi per cui corro. Ce ne sono una marea: perché mi diverto, perché imparo ad affrontare il dolore, perché le medaglie ricordo delle maratone fanno fico (almeno per me), per poter mangiare con meno senza di colpi.

Ma c'è un motivo molto meno concreto, quello un pò poetico da potersi rivendere che fa molto runner maledetto: il movimento della corsa si distingue dalla marcia perché c'è un tempo di volo. Corto o lungo che sia, a seconda della tecnica, c'è quell'istante in cui nessuna parte del corpo è a contatto con il terreno, e io in quel momento mi sento libero. Non esiste la solitudine, la noia, la tristezza, la felicità, la fatica, i pensieri, il lavoro, lo stress, gli impegni, esisto solo io e, in quel momento, il mondo si ferma. Poi il piede tocca nuovamente terra e tutta quella roba, che si era nascosta dietro il cespuglio prova a tornarmi addosso, ma mi stacco di nuovo e così a ripetizione, in un'eterna fuga che mai avrà vincitore.



Lo so che parlo troppo spesso di corsa, ma mi disegnano così. Ci disegnano così.





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permalink | inviato da howling_wolf il 4/4/2013 alle 9:48 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa

2 aprile 2013

Predicare bene

Come è bello essere italiano.


Avrò ripetuto, prima di queste festività, decine di volte roba sul tipo "mi raccomando, evitate attività pericolose, non è il momento".

E ieri mi sono ritrovato a salire su una collina ovviamente fuori sentiero, ovviamente in jeans, felpa e scarpe da ginnastica e ovviamente arrampicandomi su sassi ben (poco) stabili.

Risultato: caduta e livido, ovvero promemoria che l'incoerenza fa male. Ma è decisamente divertente.


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permalink | inviato da howling_wolf il 2/4/2013 alle 18:30 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa

1 marzo 2013

Selfish

Ho notato che ultimamente "uso" i rapporti umani, nel senso che non sono una componente, ma un passatempo.


Se lavoro, se corro, se mi alleno non sento la necessità di altre persone. Non è solo questione di non cercarle, ma anche di non farsi trovare, di reagire in malo modo ai tentativi di contatto.

E' un comportamento egoista, ma per me i rapporti umani, le telefonate, i messaggi, le mail e i segnali di fumo sono niente più che un passatempo di bassa estrazione, come un videogioco.

Non è questione di essere una persona cattiva, ma è tutto relativo alla vicinanza: se non ci si avvicina, le persone non si avvicinano. Se le persone non si avvicinano, non possono far male. Perché chi non ci è vicino non può allontanarsi, non può sparire.



Perché tanto alla fine tutti spariscono, sparisce il genitore, sparisce quella che piangeva per te, quella che mentiva, quella che ti voleva e quella che un giorno prima avrebbe voluto sposarti. E la notte, dopo una giornata noiosa, nel letto a combattere con una foto che ti tormenta il cervello da giorni sei da solo, e ogni sera rivedi la sdraio a strisce bianche e blu, e il sorriso, e la posa stupida per la foto. Anche se quel file non esiste più, ce l'hai impresso e brucia nelle sinapsi, e cerchi di far bruciare il corpo più della mente per farlo sparire, ma poi ti fermi, respiri e riprende il suo posto.

Perché domani è il tuo giorno, ma quest'anno ha un sapore diverso per uno che coi numeri ci gioca. Perché quest'anno quel giorno sono solo 5 mesi dall'ultima strada, da quella volta che hai chiesto aiuto perché ti sei sentito veramente frantumato.

Non voglio auguri ipocriti, voglio solo tornare nel mio vuoto.


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permalink | inviato da howling_wolf il 1/3/2013 alle 12:31 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa

22 febbraio 2013

Inverno

Più di un mese di assenza dal blog mi fa sentire il dovere morale di aggiornarlo.


In realtà non ci sono state grosse novità, se non il fatto che sto raggiungendo un buon livello di autosufficienza, a volte mi sembra di non aver bisogno di alcunché. Ma, ovviamente, sensazioni così estreme sono passeggere.

Oggi è 22, un numero che mi ha accompagnato per anni. Ho sempre pensato una cosa: se si disegna, si cancella il secondo 2 e si scrive come al contrario (non capovolto, sull'altro asse) sembrano due cigni vicini. Buona da riciclare per le coppiette.

A parte i ragionamenti numerici, non so se sia positivo o negativo, ma ultimamente ho anche l'impressione di galleggiare nel vuoto. Come quando corro e, dopo un pò, mi ritrovo nel vuoto e a posteriori non ricordo diverse parti della gare. Allo stesso modo ci sono alcuni giorni passati che non ricordo assolutamente, che mi sono completamente scivolati addosso.

Che sia positivo o negativo, galleggiare è una sensazione fantastica.


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permalink | inviato da howling_wolf il 22/2/2013 alle 20:33 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (1) | Versione per la stampa
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